Gli AGV (Automated Guided Vehicles) e gli AMR (Autonomous Mobile Robots) stanno rivoluzionando la logistica industriale. Quando si parla di movimentazione autonoma la sicurezza è una variabile imprescindibile. Con l’aumento dell’autonomia operativa, cresce anche la complessità del contesto: superfici eterogenee, ostacoli imprevisti, ambienti condivisi con operatori e macchine. Proprio la corretta selezione dei sensori di rilevamento fa la differenza tra un sistema affidabile e uno soggetto a blocchi, false segnalazioni o situazionipotenzialmente pericolose.
Entriamo nel dettaglio.
Guida autonoma e sicurezza: i due ambiti dei sistemi AGV e AMR
Per progettare correttamente un sistema AGV o AMR, è importante distinguere due ambiti tecnologici distinti ma complementari:
- Sistema di guida che gestisce il movimento, la navigazione e la pianificazione del percorso del veicolo.
- Sistema di sicurezza che è in grado di rilevare ostacoli, monitora l’ambiente e contribuisce alla prevenzione dei rischi per persone, merci e impianti.
Il sistema di guida si occupa di:
- definire il percorso più efficiente;
- controllare velocità, direzione e traiettorie;
- integrare strumenti come GPS, SLAM e sensori di posizione per determinare il movimento e l’orientamento del veicolo.
Queste funzionalità sono generalmente integrate dal costruttore del veicolo o da fornitori specializzati nella robotica mobile. Non rientrano quindi nelle competenze dirette che abbiamo in Elettromatic, dove concentriamo il nostro contributo sulla sicurezza: scanner laser, sensori di prossimità, dispositivi per la rilevazione di ostacoli mobili o atipici.
AGV e AMR: dallo spazio controllato all’ambiente aperto
Nei sistemi a guida fissa, come carrelli su binari o tracciati prestabiliti, la sicurezza è agevolata dalla ripetitività dei percorsi e dalla prevedibilità delle condizioni. Il passaggio agli spazi aperti, invece, introduce una molteplicità di fattori che complicano la gestione.
Gli AMR si muovono liberamente in ambienti 2D dinamici. Superfici variabili, ostacoli mobili o oggetti lasciati accidentalmente lungo il tragitto richiedono un adattamento continuo. Per questo i sistemi di rilevamento devono rispondere con precisione anche a stimoli atipici o difficilmente tracciabili.
Come i sistemi AGV e AMR rilevano gli oggetti “deboli”
Uno dei nodi critici nella sicurezza è la capacità del sistema di percepire ostacoli non convenzionali: schiume, tessuti, sacchi, materiali fonoassorbenti o deformabili.
I sensori a ultrasuoni, ad esempio, sono efficaci su superfici rigide ma faticano a rilevare oggetti morbidi. La soluzione più affidabile, secondo l’esperienza che abbiamo accumulato in Elettromatic, è rappresentata da laser scanner compatti e ad alta sensibilità, che offrono precisione anche in condizioni ambientali complesse.
La valutazione del contesto applicativo
La scelta del sensore non può mai essere generica. Va calibrata sul contesto reale in cui opererà il veicolo. Tra i fattori da considerare ci sono:
- la natura delle superfici di transito (riflettenti, assorbenti, irregolari);
- la presenza e il movimento di operatori o altre macchine;
- il tipo e le dimensioni degli oggetti trasportati;
- l’esposizione a condizioni ambientali variabili (polvere, luce, umidità).
Si tratta di una valutazione tecnica complessa, che deve anticipare i potenziali punti critici e ridurre i margini di errore.
L’approccio di Elettromatic per i sistemi AGV e AMR
In Elettromatic affianchiamo le aziende nella scelta della sensoristica più adatta, non con un catalogo standard, ma attraverso un’analisi applicativa puntuale. Le collaborazioni con brand specializzati come Leuze, per sensori compatti ad alte prestazioni, o Omron, con i suoi sistemi LD per la logistica autonoma, sono parte integrante dell’approccio consulenziale. Non si tratta solo di fornire un componente:si tratta di capire quali grandezze fisiche rilevare, dove posizionare i sensori, quali sono i vincoli meccanici, ambientali e funzionali, e come integrare queste tecnologie nel processo per migliorare sicurezza e la continuità operativa.
La progettazione della sicurezza inizia prima dell’installazione: parte da una valutazione tecnica del contesto e si traduce nella selezione dei componenti più coerenti con le esigenze operative.
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